Vasco Rossi

La combriccola dei 220mila al Modena Park

Una combriccola pacifica di 220mila persone ha festeggiato insieme al suo Komandante i 40 anni di carriera. Quello di sabato 1° luglio 2017 è stato un evento storico su tutti i fronti, ovviamente saltano subito all’occhio i numeri, al concerto per i quarant’anni di carriera di Vasco Rossi era presente una popolazione di oltre 220mila persone, che ne ha decretato così il concerto dei record, quello con più spettatori paganti al mondo. Un palco largo 130 metri, e uno spettacolo lungo tre ore e mezzo, in cui Vasco ripercorre la sua storia o meglio la storia di tre generazioni, fedeli alla filosofia “vascoliana”, cantando ben 45canzoni, medley compresi.

I 1500 metri quadri di schermi mobili consentono di godere di uno spettacolo unico, concentrati sulla celebrazione di Vasco e del racconto musicale, con spezzoni di concerti d’epoca. Aspetto positivo della serata e degno di nota è proprio la condotta della combriccola del “Blasco” “che era tutta gente a posto”, dando luogo a un’invasione gentile da prendere a esempio, sfilando con educazione e rispetto per le strade della città, e lasciando pochi rifiuti al suo passaggio, molto meno del limite minimo decretato in situazioni come questa.

Il concerto-omaggio ai 40 anni di carriera di Vasco comincia alle 21 in punto, suonando gli anni ’80, prima con la mitica “Colpa d’Alfredo” e poi con le storiche “Silvia” e “Jenny”, primo singolo del cantautore pubblicato nel maggio 1977, suonate al piano da Gaetano Curreri, amico di sempre, che lo spinse a mettere alla prova il suo talento di cantautore. Continua, poi, con “La nostra relazione” e “Anima Fragile”; gli anni ’90 si celebrano con “Gli spari sopra”, “Stupendo”, “Vivere”e “Liberi Liberi”, raramente inserita nella scaletta dei concerti di Vasco Rossi.

Poi arriva il momento del topless con “Rewind”, e le ragazze mostrano i reggiseni con la scritta “fammi godere”, o li slacciano restano in topless. Vasco, inoltre, al momento de “Glia spari sopra” invita il suo popolo a non cedere alla paura del terrorismo. L’evento si conclude con i fuochi d’artificio e, ovviamente, sulle note di “Alba chiara”, suonata con le quattro chitarre di Burns, Pastano, Solieri, Braido, e Curreri al pianoforte; il Blasco non manca di ricordare l’amico Massimo Riva, “ancora e sempre presente, stasera più che mai”.


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