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Fimi annuncia nuovo metodo rilevamento streaming

La novità, fortemente auspicata da più parti, è finalmente arrivata: a partire da gennaio 2018, la Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana) ha deciso di cambiare il metodo di rilevamento dello streaming nelle classifiche e, di conseguenza, il suo peso relativamente alle certificazioni degli artisti più seguiti.

Introdotto da alcuni mesi e mischiato alle normali chart di vendite, lo streaming su piattaforme come spotify ha portato ad uno sconvolgimento del mercato e ad una vera invasione di artisti di nicchia (perlopiù rapper) sconosciuti dai più, ma apparentemente leader del mercato musicale nazionale. Perché tutto questo? Perché a fruire di tali piattaforme sono principalmente i giovanissimi, i quali cliccano in massa brani dell’artista di turno, permettendogli di salire rapidamente in cima alle classifiche.

Ciò che appare evidentemente scriteriato è come artisti di fama mondiale (citiamo Eros Ramazzotti o Laura Pausini, ad esempio) risultino avere assai meno certificazioni di rapper praticamente ignoti. Ciò perché i fans dei primi acquistano (pagano) per le opere dei loro beniamini, i secondi utilizzano tali siti che permettono di fruire gratuitamente (e all’infinito) di tutta la musica presente in rete.

E così ecco giunto il momento di cambiare, dopo un periodo di sperimentazione: d’ora in avanti saranno presi in considerazione soltanto gli streaming a pagamento (quelli fruibili con contenuti premium): “Dopo una prima fase di test e con l’obiettivo di attribuire un reale valore ai consumi fisici e digitali, si è giunti alla decisione di considerare validi ai fini delle classifiche Top Of The Music solo gli stream a pagamento, ovvero solo gli ascolti derivati dai servizi in abbonamento premium”, recita il comunicato ufficiale rilasciato dalla Fimi.

Lo streaming rappresenta oggi il 44% del mercato musicale italiano, ma di questa percentuale solo un quinto deriva da account premium, dunque è plausibile prevedere un nuovo e deciso stravolgimento delle classifiche. La novità sarà applicata sia alla classifica degli album che a quella dei singoli e avrà effetto anche sul sistema di certificazione ufficiale dei dischi d’oro e di platino.


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