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Max Pezzali compie 50 anni: buon 1 in +!

Happy birthday to you, happy birthday to me/ non cambierà un granché/ tanto sei sempre tu, sempre scemo così“. Con queste parole Max Pezzali augurava a se stesso nel 2001 un buon compleanno per i suoi 34 anni (era la title track dell’album Uno in più). Siamo nel 2017 e l’eterno ragazzo di Pavia compie mezzo secolo: 50 anni esatti, di cui venticinque passati in musica, tanto che il 17 novembre uscirà l’album celebrativo Le canzoni alla radio (7 inediti, un remix nuovo di zecca e 30 grandi successi in fm), in attesa di un tour che lo vedrà girare i palasport d’Italia dal mese di gennaio assieme a Nek e Francesco Renga.

Ne ha fatta di strada quel giovanotto di provincia che ha cominciato nel 1992 con l’album Hanno ucciso l’uomo ragno. Nessuno avrebbe scommesso su quel duo, gli 883, vale a dire lui stesso e “il biondino” Mauro Repetto. Neppure loro pensavano che da allora potesse nascere una vera storia musicale. Già, perché in pochi anni divennero un fenomeno pop vero e proprio e sarebbe ingiusto parlare di un decennio, gli anni Novanta, senza inserire chi, più di altri e meglio di altri, ha saputo raccontare con disarmante semplicità la provincia di quegli anni, i problemi, le regole e le tematiche dei giovani con un linguaggio da giovani.

Furono seicentomila copie al debutto (cifre inimmaginabili allo stato attuale per chiunque), addirittura quasi un milione e mezzo per l’album successivo, quel Nord Sud Ovest Est che conteneva al suo interno pezzi indimenticabili come la frizzante title track, Sei Un Mito e soprattutto Come Mai, entrata di diritto a far parte della canzone d’autore italiana. Fenomeno di passaggio, allora? Macché: Repetto abbandona la band, Pezzali resta conservando il nome d’arte e si va avanti che è una meraviglia, pur facendosi via via evidente quell’introspezione e quella vena dolcemente malinconica (ma sempre ottimistica) che lo caratterizzeranno per il resto della sua carriera.

Vengono così fuori dischi come La donna il sogno & il grande incubo (Tieni il tempo, Una canzone d’amore e l’inno generazionale Gli anni) e La dura legge del gol (La regola dell’amico, Nessun rimpianto), per esempio, fino al 2002, anno in cui decide di accantonare definitivamente quelle tre cifre che gli hanno portato tanta fortuna e di firmarsi in prima persona. Il debutto da solista è notevole: Il mondo insieme a te, contenente la splendida title track, oltreché pezzi degni di nota come Lo strano percorso, Eccoti e Me la caverò, è tuttora considerato una delle sue produzioni più alte dal punto di vista cantautoriale, quelle che gli permettono di guadagnarsi un apprezzamento anche dalla inizialmente diffidente e snobbosa critica.

Il resto è storia recente. Pur tra alti (Sei fantastica, Quello che comunemente noi chiamiamo amore, L’universo tranne noi) e bassi, Max Pezzali continua a far ciò che meglio gli riesce: descrivere l’infinitamente piccolo intorno a sé, quel mondo in cui tanti giovani (e ora meno giovani) si riconoscono e che con le sue storie sono cresciuti.

Buon 1 in +, Max!


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