marzo

Le canzoni di Marzo

Marzo – dal latino Martius – è il terzo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, il mese che sancisce il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile nell’emisfero boreale e da quella estiva a quella autunnale nell’emisfero australe. Un mese di transizione, dunque, nell’astronomia come nella vita, al quale molti artisti di ogni genere hanno dedicato dei versi, che siano essi di letteratura o musica. Ecco, selezionata per voi, una playlist di dieci canzoni dedicate al mese di marzo.

Lucio Battisti: I giardini di marzo. Uno dei tanti capolavori del grande Lucio, pubblicato nel 1972 per la casa discografica Numero Uno. Scritto da Mogol, è un racconto degli anni dell’infanzia vissuti tra povertà e difficoltà esistenziali.
Giorgia: Marzo. Uno struggente pezzo alla memoria del cantautore Alex Baroni, suo ex compagno. Pubblicato come inedito nel greateast hits Le cose non vanno mai come credi, presenta nel booklet la dedica “Ad Alessandro, con tutto l’amore che c’è stato e che per sempre resterà”. L’intero album si rivela un enorme successo di vendite (oltre un milione di copie).
Riccardo Fogli: Passeggiando da solo una mattina di marzo. Brano piuttosto recente nella lunga carriera dello storico componente dei Pooh, viene inciso nel 1997 all’interno dell’album omonimo.
Don Backy: Marzo. In un interessante lavoro intitolato Le quattro stagioni di Don Backy, edito nel 1968 e tuttora considerato un cult della musica italiana, è presente questo brano, lucida descrizione delle atmosfere del mese.
Alunni del sole: Era il tempo di marzo. Di nuovo agli anni Settanta, al 1976 per la precisione: la band italiana pubblica Le maschere infuocate, dove è inserito questo pezzo.
Mina: La pioggia di marzo. Presente nell’album Frutta e verdura pubblicato nel 1973 dalla più celebre interprete italiana, è il riadattamento italiano, composto da Ivano Fossati, della canzone brasiliana Águas de Março”.
Lucio Dalla: 4 marzo 1943. Rappresenta la data di nascita del cantautore bolognese, ma è solo per alcuni tratti autobiografica: si narra la storia di un ragazzo orfano di padre e delle difficoltà esistenziali scaturite dalla guerra. Presentata (con censure) al Festival di Sanremo nel 1971, avrebbe dovuto intitolarsi “Gesubambino”.
Edoardo De Crescenzo: Occhi di marzo. È il 1991 e, dopo la partecipazione a Sanremo con il brano E la musica va, ecco l’album Cante jondo, al cui interno si trova Occhi di marzo.


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