Maximilian, track by track (RECENSIONE)

Maximilian è uscito ormai da 4 giorni, è in atto la presentazione da parte di Max Gazzè nelle Feltrinelli e il riscontro di pubblico sembra veramente ottimo.

L’album, che inizialmente doveva essere un progetto di musica sperimentale, contiene 10 tracce e adesso le andremo ad analizzare una alla volta:

#1 Mille Volte Ancora

“Ho conosciuto il mondo senza guardare, dai tuoi occhi”.

Il primo brano, escludendo “La Vita Com’è”, reso disponibile su iTunes. Una canzone d’amore che un padre rivolge al figlio, dalle sonorità innovative, un ritornello incalzante che rende il pezzo semplice ma efficacissimo.

#2 Un Uomo Diverso

“Prova a sentirti leggera e poi, amore caro, ti giuro, vedrai che il mondo è più bello se sai vederlo in chiaro”.

Pezzo di una leggerezza sconcertante, un uomo, stufo delle incomprensioni con la propria donna, decide di smetterla di piacerle e di vivere la propria vita rimanendo sé stesso. Definire ‘catartico’ il ritornello è il minimo che si possa fare. Prossimo singolo? Le qualità ci sono tutte.

#3 Sul Fiume

“Quelle lacrime al sole troveranno parole da dire, si faranno parole d’amore”.

Con questo pezzo, Max, abbassa decisamente i toni e torna a parlare d’amore con la collaborazione di Simone Cremonini, co-autore, insieme al fedelissimo Giorgio Baldi, anche di “Mille Volte Ancora”. Lo scorrere del fiume, come dichiarato in radio da Max, serve a rappresentare lo scorrere del tempo.

#4 La Vita Com’è

“Ma tu guarda me, non la faccio finita, ma incrocio le dita e mi bevo un caffè”.

Suonatissimo dalle radio, già nella testa di tutti gli italiani. Il brano parla di una storia d’amore finita male e di tutto ciò che si fa per dimenticare l’altra persona, arrivando addirittura a ripulire il salotto dal ricordo del partner.

#5 Nulla

“Nulla assedia la mente, penetra, invade, conquista come il pensiero costante di averti vista”.

Pezzo di una certa epicità, l’atmosfera si fa pesante, ma, allo stesso tempo, si tratta di un brano capace di far vedere ciò di cui si sta parlando, come se si accendesse una sorta di video mentale.

#6 Ti Sembra Normale

“Ma sotto questa tua corazza, lo so, c’è una ragazza che sta lì in bilico sopra il solito ancestrale timore che hanno tutti di lasciarsi soltanto andare”.

Un altro papabile singolo. Lui amante sensibile e istintivo, lei fin troppo razionale, ed ecco che lo scontro dà vita a questo pezzo che, secondo noi, sarà presto sulla bocca di tutti.

#7 Disordine d’Aprile

“Come non ne ho mai abbastanza di tornare a domandarti se vuoi perdere del tempo qui con me”.

L’unico brano in cui sentiamo una voce estranea a quella di Max, Tommaso Di Giulio, giovane cantautore romano. Non dite che la canzone non vi ha fatto pensare ad un certo Franco Battiato.

#8 In Breve

“Quanti giorni accumulati, che poi bastano minuti per così perdere il filo”.

Al primo ascolto siamo rimasti tutti sorpresi di aver trovato la strofa di “Alzo le Mani”, il pezzo contenuto ne “Il Padrone della Festa”. A detta di Max, sarebbe stato uno spreco non utilizzare la versione completa della canzone.

#9 Teresa

“Ci sono affetti, in effetti, che affetti non sono stati mai”.

Il tema è quasi riconducibile a quello di “Lasciarsi Un Giorno a Roma” di Niccolò Fabi: il protagonista del pezzo lascia la ragazza per i suoi comportamenti e la invita a farsene una ragione.

#10 Verso Un Altro Immenso Cielo

“Ho perso il filo di una storia che faceva nodi inverosimili”.

Il pezzo più particolare che l’album contiene, l’orchestra sinfonica lo rende differente rispetto a tutti gli altri brani e, forse, non ci sarebbe stato modo migliore di chiudere un album dal sapore così “innovativo”.


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