Occidentali’s Karma

Il significato di Occidentali’s Karma

Dietro il testo nonsense di Occidentali’s Karma, canzone vincitrice del 67° Festival di Sanremo, scritta a quattro mani da Francesco e Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua, Luca Chiaravalli, si nasconde una sarcastica riflessione sull’uomo contemporaneo, ricca di riferimenti culturali. Il dubbio amletico contemporaneo è il punto focale del testo di Gabbani, “essere o dover essere” ossia rimanere se stessi o apparire, diventando schiavi delle proprie insicurezze e incertezze.

Allora proseguendo su questa scia, Gabbani utilizza neologismi come selfisti, che sembra quasi essere diventato un mestiere, anzi oggi lo è veramente, se pensiamo a instagram ed ai fashion blogger. Il selfie diventa un prodotto, noi stessi confezioniamo la nostra immagine, ciò che intendiamo apparire. Essere intelligenti e pensare con la propria testa non è importante, è demodé canta Gabbani: è molto più semplice far parte di un gregge di pecore, che pensare con la propria testa. E allora l’evoluzione inciampa: seguendo la massa e le mode e incapace di avere un’opinione propria, l’uomo contemporaneo ha smesso di evolversi ed è risalito nuovamente sugli alberi. Infatti, canta Gabbani che l’odore delle masse è unico: l’uomo contemporaneo è privo di forza creativa, ha una conoscenza superficiale, una cultura che attinge unicamente dal web.

Citando Karl Marx, internet diventa l’oppio dei poveri, dei poveri d’intelletto si potrebbe aggiungere, perché l’uomo contemporaneo è dipendente dai social e dal proprio profilo virtuale, come da una droga che offusca la mente. Il testo ironizza sarcasticamente sulla moda del momento, la pratica delle filosofie religiose orientali, che diventa banalizzazione perché osservata senza una solida base conoscitiva. Ed ecco il senso di accostare Nirvana, karma e Buddhismo, termini appartenenti alle credenze religiose orientali.

Infatti, l’accostamento di Namasté/ Alé, cioè di un saluto sacro indiano con il classico coro degli stadi e, inoltre, della filosofia del Panta Rei di Eraclito con il popolare musical singing in the rain di Stanley Donen e Gene Kelly, rappresenta l’ironia di far convivere l’alto e il basso. La storia è fatta di momenti bui che si ripetono nei cicli storici e quando l’evoluzione inciampa e si ferma, la scimmia nuda, l’uomo senza peli come affermava lo zoologo Desmond Morris, una delle 193 specie di scimmia, si rialza e continua la sua evoluzione, ecco una nota positiva del testo. Ed ecco risolto il dubbio amletico, ma non l’Occidentali’s Karma, ovvero il destino di noi occidentali!


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