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Svolta Spotify: i nuovi album solo a pagamento

Spotify ha rivoluzionato il modo di fruire la musica, consentendoci di ascoltare illimitatamente su ogni device ogni album senza neppure spendere un euro. Presto, tuttavia, una rivoluzione potrebbe coinvolgere la stessa creatura fondata nel 2008 da Daniel Ek e Martin Lorentzon: l’abbonamento free potrebbe avere grossissime limitazioni a vantaggio della versione a pagamento.

Non è ancora ufficiale e per ora sono soltanto forti indiscrezioni (oltretutto, potrebbe volerci qualche mese affinché la svolta si materializzi), ma, a quanto pare, le grandi major discografiche hanno vinto e convinto il colosso internazionale a limitare la musica gratuita. L’obiettivo è quello di incassare somme più cospicue di denaro e, dunque, i nuovi album in uscita potrebbero essere concessi soltanto a chi decide di pagare: per tutti gli altri, solo roba più datata e, solo in un secondo momento, tutto il resto.

Warner, Sony e Universal: le tre maggiori casa produttrici al mondo hanno così trovato il modo di capitalizzare le perdite derivanti dal calo di vendite musicali che va avanti oramai da diversi anni. Cosa ci guadagna Spotify da tutto questo? Non correrebbe il rischio di vedersi sfuggire molti clienti? Sembrerebbe proprio di no perché, in cambio, avrebbe un’agevolazione sul pagamento dei diritti della musica che offre nel suo catalogo.

È una decisione certamente destinata a far discutere, dal momento che Spotify e altre applicazioni simili hanno permesso di ridurre il numero dei download illegali grazie alla possibilità di ascolto legale di ogni brano. Lanciata nove anni fa, Spotify ha da pochi giorni dichiarato di aver raggiunto i 50 milioni di utenti, un’enormità rispetto ai concorrenti (basti pensare che Apple Music, lanciata più recentemente dalla casa di Cupertino, arriva appena a 20 milioni, sebbene possa contare su alcune esclusive).

Una scelta, infine, che potrebbe influenzare anche le strategie di mercati dei colossi della musica digitale. Voi cosa ne pensate?


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