trap italia

Il futuro della trap in Italia

Qualcosa non va con la trap italiana.

Il genere musicale venuto dagli USA è infatti evoluto in forme inaspettate nel mercato americano, passando da genere di intrattenimento a qualcosa di ben più profondo grazie ad artisti come gli scomparsi XXX Tentacion e Lil Peep.

La nuova ondata postpunk e emotrap è portata avanti da Wicca Phase Eternal, Lil Tracy e tanti altri artisti capaci di trovare una vena innovativa all’interno di un genere che sembra nato per Youtube e per il mondo social.

In Italia purtroppo la cosa non riusce ad attecchire.

Troviamo alcuni slanci di artisti come Side, ben più maturo della media del genere, oppure alcune note di Ketama 126, o ancora un Achille Lauro che sembra però più direzionato verso qualcosa di più commerciale.

La triste realtà è però che la trap italiana, almeno per il momento, non riesce ad affermarsi al di fuori di un circuito autoreferenziale, a tematiche ripetute e aggressive e a un sistema del dissing che sorpassa di gran lunga testi e melodie.

Sono davvero pochi i trapper italiani che hanno scritto qualcosa, che si sono espressi attraverso questo genere cos rivoluzionario.

Un vero peccato vedere una rivoluzione dei costumi e musicale, trasformarsi in un dissing perpetuo o nella scopiazzatura, venuta male dei colossi USA.

Per fortuna, la natura stessa della trap e la sua capacità di nascere dal basso con pochi mezzi ci dà ancora speranza.

Presto o tardi qualcuno sarà capace di convogliare tutta quell’energia in qualcosa di profondo che vada oltre l’ormai vetusto demenziale o nell’ossessione”droga, sesso, denaro” che imperversa nel panorama tricolore.


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