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Le migliori canzoni sull’ambiente e l’ecologia

Il 5 giugno di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell’ambiente: istituita negli anni Settanta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, è l’occasione per porre l’accento sulla tematica ecologica che dovrebbe essere – ma in molte circostanze sembra non esserlo affatto – tanto cara all’uomo.

Ogni edizione è incentrata su un tema specifico: la prima volta fu Only One Earth” (“Solo una Terra”), mentre quest’anno è “Connecting People to Nature”. Sono tanti gli artisti che nel corso della storia non hanno mancato di affrontare questioni sull’ambiente e l’ecologia: noi di Bogdimusica vi proponiamo una nostra playlist di canzoni italiane e straniere.

Sergio Endrigo, Ci vuole un fiore. Quante volte abbiamo cantato sin da bambini questo celebre brano nato dalle parole di Gianni Rodari e messo in musica nel 1974? Può sembrare una filastrocca, ma è quanto di più profondo possa essere prodotto in merito al ciclo della vita: ci insegna in modo semplice e toccante al tempo stesso a rispettare la natura.

Michael Jackson, Earth Song. La “canzone della Terra”, scritta nel 1995 dall’artista statunitense. Bisogna essere in grado di comprendere le ferite della Terra, ascoltare le grida di dolore che dal suolo giungono fino alle nostre orecchie, fare qualcosa per i mari che stiamo devastando.

Albano e Romina, Cara terra mia. La coppia più amata della musica italiana ci regala un capolavoro nel 1989, in cui vi è la più forte denuncia contro i mali che affliggono l’ambiente: “Il mare sta morendo di dolore, i fiumi di vergogna e impurità”, cantano i due.

Bob Dylan, A Hard Rain’s A Gonna-Fall. Il cantautore civile per eccellenza, fresco di Premio Nobel per la letteratura, ci dona una vera poesia di denuncia nel 1963 all’interno dell’album The Freewheelin’ Bob Dylan. La canzone della “dura pioggia che cadrà” affronta molteplici tematiche legate sociali, dall’ambiente fino alla guerra.

Umberto Tozzi, Mamma maremma. È ben evidente l’apporto testuale del toscanissimo Giancarlo Bigazzi in cui traspare tutto l’amore per una terra selvaggia, spontanea, già più volte celebrata nei versi di Giosue Carducci. La Maremma simbolo di quella natura primigenia è l’emblema di ciò che va preservato con ogni forza.

David Bowie, Five Years. Nel 1972 l’istrionico artista britannico scrive questo brano in cui immagina, nel giro di cinque anni, uno scenario apocalittico e catastrofico per tutti: “L’uomo del telegiornale piangeva e ci disse che la Terra stava davvero morendo. Pianse così tanto che il suo viso era tutto bagnato. E io capii che non stava mentendo”.


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