Trash, mio caro trash: il meglio della musica “spazzatura” italiana (VIDEO)

In questi tempi pieni zeppi di cantautori indie, di lagne e sentimenti contorti, di bambini che a 12 anni cantano pene d’amore in tv; in questi tempi di talent e piagnistei, di digital music marketing ed esistenzialismi che ci insegnano a prenderci molto sul serio, abbiamo un’unica via di salvezza, signori miei, e si chiama trash! La sana via del disimpegno e della geniale demenzialità che l’ha fatta da padrona negli anni ’80 e ’90 (con qualche geniale anticipazione degli anni ’70) è il modo che abbiamo per alleggerirci delle tante sovrastrutture culturali che ci siamo autoimposti e sentirci liberi di manifestarci per quello che siamo: gente che ascolta musica colta soreggiando soft drink nelle caffetterie di moda ma si esalta sentendo la notte vola, senza poter fare a meno di agitare le mani imitando la Cuccarini.

L’ammissione è il primo passo verso la guarigione, e allora pronti a ballare con quelle mosse tipicamente anni ‘90 sulle note di Tocalo, Tocalo, tocalo, capolavoro in cui si è cimentata Carmen Di Pietro a metà anni ’90.
Tocalo, tocalo, tocalo, io ti insegno a bailare un po’!
Inutile dirvi che il pezzo non è stato un gran successo, ma Carmen ha avuto il suo vero boom due anni dopo, su un aereo che dall’Italia la portava a Madrid…solo che non è stato un suo singolo ad esplodere ma qualcos’altro…ma questa è un’altra storia.

Andiamo avanti: il primo ad onorare gli anni ’80 è Gianni Drudi, Fiki Fiki ha ispirato gli adolescenti di tutta Italia. Ehy ci stai, fiki fiki con me, facciamo fiki fiki insieme..dai, dai..
In fondo era facile, no? Se Drudi avesse messo nel testo anche la risposta della corteggiata sarebbe stato tutto più semplice. Invece gli adolescenti degli anni ’80 ci hanno creduto al fatto che quella fosse la retta via, e non si sono più ripresi!

Non è chiaro cosa volesse dire Francesco Salvi con Esatto, ma il suo rap di fine anni ’80 certamente merita di essere menzionato. Ricordiamoci che lo ha portato a Sanremo nel 1989, mentre nel 2016 Bernabei a Sanremo canta Cocciante insieme a Benji e Fede. Non esistono più le gavette di una volta! Sempre di Salvi non dimentichiamoci di C’è da spostare una macchina!È un diesel? Salvi, il Michael Jackson di noi altri, guardare per credere!

Nel trash italiano Abatantuono spadroneggia! E allora via tutti a squarciagola sulle note di Eccezzziunale veramente, dall’omonimo film commedia del 1982 diretto da Carlo Vanzina.

Il padreterno quando fece il mondo lo disegnò quadreto ma gli venne tondo.
Sul filosofico andante il trash di Lino Banfi in Vieni avanti cretino, altra perla anni ’80. Una sintesi dell’evoluzione dell’uomo e delle sue forme di organizzazione sociale, tutta barese.

Con un intro stile rock anni ’70 Mi piaccion le sbarbine, degli Skiantos. Pathos e coralità direttamente da Kinotto, album presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 66. Poi dicono che il trash è trash..

In un’ipotetica top ten non potrebbe mai mancare il nostro Pippo. Chi chi chi, co co co è un capolavoro e Pippo Franco è il migliore tra i personaggi televisivi anni ’80 e ’90 che hanno deciso di lasciare un’impronta nel mondo discografico italiano.
Attenti al matto!

Nessun falò partenopeo che si rispetti si esime dall’omaggio al meglio del trash nostrano: Tony Tammaro. Da Volo di un calzettino a Rock dei tamarri, fino a Il parco dell’amore, altissimi livelli di poesia-spazzatura.

Un capitolo a parte meriterebbero gli Squallor, che negli anni ’60 e ’70 sono stati precursori e re indiscussi del trash italiano. Daniele Pace, Totò Savio, Giancarlo Bigazzi, Alfredo Cerruti, Elio Gariboldi. Gente colta e di gusti raffinati che di giorno scriveva testi per Massimo Ranieri, componeva musiche per Little Tony, regalava hit internazionali a Tom Jones, o intratteneva rapporti amorosi con Mina, e di notte si trasformava incontrandosi e dissacrando quanto di serio aveva fatto durante il giorno.
Se non è genialità questa, cosa può essere definito tale?
Dalla scanzonata e conosciutissima Cornutone, alla disillusa Va Fanculo Con Chi Vuo Tu. ‘Sta canzone è nu turmient, ‘ sta cappella è nu bisciù. Lirica e demenzialità.
Dalla meno conosciuta Nottingam, all’evergreen Telefona a Stu Cazz, una canzone piena di ispirazione.

Potremmo continuare per ore, ma vi lasciamo con queste perle del trash sperando che ne facciate buon uso. Ricordate, quando vi sentite invecchiati, appesantiti dalla vita, malinconici, intellettuali o quando vi state prendendo decisamente troppo sul serio, di scegliene una, farla partire e di cantare a squarciagola scatenandovi in danze improbabili, il risultato è assicurato.

Manicomio, denunce dei vicini, sguardi inorriditi delle madri, orecchie all’indietro dei gatti, molta stima da parte nostra. Fate vobis.


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