umberto tozzi

Le dieci più belle canzoni di Umberto Tozzi

Umberto Tozzi è una pietra miliare della musica italiana: è da quattro decenni sulla scena e tanti suoi brani sono entrati a far parte in modo indelebile dei cuori di tante persone.

Nato a Torino nel 1952, ha debuttato nel 1976 con il suo primo lp, Donna Amante Mia, comprendente anche l’intensa ballad Io camminerò, portata successivamente al successo da Fausto Leali: da quel momento un boom travolgente in Italia e all’estero, che gli permette di vendere oltre settanta milioni di dischi, risultando così tra i dieci artisti italiani per numero di vendite. Ora è nuovamente alla ribalta con un album che celebra i quarant’anni della sua più celebre canzone d’amore, Ti amo.

Impossibile citare tutte le hits scritte dalla collaudata coppia Tozzi-Bigazzi e poi dallo stesso Tozzi; noi di Blogidmusica ne abbiamo scelte dieci, poste rigorosamente in ordine cronologico.

Ti amo. Chi non ricorda quell’incantevole giro musicale che ha fatto da colonna sonora a generazioni di innamorati? Ti amo esce nel 1977 ed è l’apripista del secondo album del cantante, È nell’aria… ti amo. Arriva al doppio disco di platino in Italia e in Francia e si piazza in prima posizione in numerosi paesi. Viene tradotta anche in inglese da Diane Warren e, in occasione del 40° anniversario, esce una particolare versione cantata in coppia con Anastacia.
Tu. Passa soltanto un anno ed arriva Tu, titolo del brano e del terzo album di Tozzi. Brano spensierato e dal motivo tipicamente estivo, che centra nuovamente la prima posizione in Italia.
Gloria. Incisa nel 1979, è l’unica canzone italiana (assieme a Nel blu dipinto di blu) a centrare la prima posizione in classifica negli Stati Uniti (nella versione di Laura Branigan). Viene anche citata all’interno del celebre Flashdance e ed è stata inserita come sottofondo da Martin Scorsese nel 2013 nel film The Wolf of Wall Street. Al momento della pubblicazione, guadagna ben sette dischi di platino.
Stella stai. Con l’album Tozzi, edito nel 1980, viene inaugurato uno stile country-rock cominciato grazie alla collaborazione con il produttore statunitense Greg Mathieson. Stella Stai è il singolo di lancio, dal sound tipicamente estivo.
Notte Rosa. È probabilmente il disco più innovativo del cantautore piemontese, con una ostentata ricerca del falsetto e un uso ossessivo dei bassi. L’amore è il tema centrale di tutto il disco e anche di questo brano.
Gente di mare. Dopo quello che lui stesso ha definito un flop, l’album Hurrah! del 1984, Tozzi osserva un paio d’anni di silenzio, ma ritorna prepotentemente sulla scena con questo pezzo scritto assieme a Raf: le stupende descrizioni della gente di mare e la dolce melodia che le accompagna gli permettono di ritornare al numero uno.
Si può dare di più. Tozzi va al Festival di Sanremo formando un trio con Enrico Ruggeri e Gianni Morandi: è vittoria. Si può dare di più è ormai un classico della nostra musica.
Gli altri siamo noi. Siamo nel 1991, anno in cui viene inciso quello che, a parer nostro, è il brano di maggior spessore di Umberto Tozzi. Cinque minuti di poesia riassunti nella frase “I muri vanno giù al soffio di un’idea/ Allah come Gesù in Chiesa o dentro una moschea”.
Io muoio di te. Termina la fortunatissima collaborazione con Giancarlo Bigazzi e Tozzi scrive da solo due album. Il primo è Equivocando, da cui è tratta la hit estiva Io muoio di te: il pezzo piace alle radio e permette all’album di raggiungere un buon tetto di vendite.
Il grido. L’album più rock dell’intera carriera esce nel 1996, lanciato da quest’inno contro la violenza, contro le ingiustizie, con i cori dei bambini che dicono basta a questa “facce d’angeli luridi” che comandano il mondo.


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