Carolina Crescentini

My Songs, a tu per tu con Carolina Crescentini

Eccoci al secondo appuntamento con la nostra rubrica che ci fa scoprire i gusti musicali di attori, personaggi del web e di tutti coloro che saranno così gentili da sottoporsi al nostro interrogatorio.

L’ospite di oggi non ha bisogno di troppe presentazioni: Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista per “Boris – il film” e “20 sigarette”, per i più giovani è la bellissima Azzurra di “Notte prima degli esami – Oggi” e per gli amanti delle serie tv è Corinna di “Boris”. Nel caso in cui non lo aveste capito, stiamo parlando di Carolina Crescentini.

Carolina, grande appassionata di musica, si è scervellata per noi e ha tirato fuori ben 6 canzoni dal suo repertorio, nonostante noi ne volessimo solo 5, ma, da bravi cavalieri, parleremo di tutte le canzoni da lei suggeriteci.

Ecco la sua top 6:

Paranoid Android – Radiohead

Cosa fa un gruppo come i Radiohead quando si ritrova tre canzoni distinte e separate? Le mette insieme e crea un capolavoro che, non siamo solo noi a dirlo, si trova al 256° posto nella Top 500 stilata da Rolling Stone. Il titolo fa riferimento a Marvin di “Guida Galattica per Autostoppisti”, depresso cronico a causa della vastità della sua mente. (Ascolta QUI)

Hailin From The Edge – Apparat

Non credevate mica che la nostra Carol ascoltasse musica banale. Apparat è un artista tedesco, sconosciuto ai più, capace di fondere la musica elettronica e la musica classica. Lo abbiamo ascoltato ne “Il Giovane Favoloso” con Elio Germano, poiché ha avuto l’onere e l’onore di comporre la colonna sonora del film. Il brano vede la collaborazione di Raz Ohara per la parte vocale. (Ascolta QUI)

Girl With One Eye – Florence + The Machine

Florence la conosciamo tutti, questo pezzo un po’ meno. Tra i vari significati affibbiatigli, sappiamo quanto sia difficile inquadrarne uno solo, ne troviamo uno piuttosto macabro: una ragazza tradita decide di vendicarsi contro un’altra donna, probabilmente l’amante del suo uomo, strappandole un occhio e guardandola soffrire, così come fu lei a soffrire. Non sarà mica rimasta alla legge del taglione? (Ascolta QUI)

Stockholm Syndrome – Muse

Banalmente, la Sindrome di Stoccolma è quell’amore/odio che si prova nei confronti di chi, ancor più banalmente, ci fa del male. È stata studiata per giustificare il comportamento assunto da alcuni ostaggi nei confronti dei loro rapitori all’interno di una banca. Quella dei Muse è la trasposizione in musica della voglia di libertà che entra in profondo conflitto con la voglia di restare legati al nostro ‘aguzzino’. (Ascolta QUI)

How I Got Over – The Roots

Un brano hip-hop che parla dell’hip-hop. Per chi viene dalla strada, la musica è sempre stata una via d’uscita, soprattutto negli Stati Uniti. Il ritornello, volendo generalizzare, può essere una sorta di consiglio a fregarsene di ciò che la gente pensa e dice, nonostante sia il tipico atteggiamento che, di questi tempi, non porta da nessuna parte, ma, allo stesso tempo, sottolinea che siamo noi a crearci un futuro. (Ascolta QUI)

Jeremy – Pearl Jam

Uno dei pezzi più famosi dei Pearl Jam, con una storia davvero particolare. Ispirato alla storia di un ragazzo che ha deciso di spararsi di fronte alla sua classe perché non aveva nessuno con cui parlare dei propri problemi. Il brano non vuole minimamente giustificare il gesto, anzi lo rinnega, sostenendo che bisogna essere più forti della vita stessa e che, con questo gesto, “il mondo continua e tu non ci sei più”, queste le parole di Eddie Vedder, frontman della band. (Ascolta QUI)

Questo era l’ultimo, ma Carolina ne avrebbe voluti citare molti di più, tanto da sentirsi in colpa verso quelli che non ha avuto modo di menzionare. Noi vi diamo appuntamento alla prossima settimana con la nostra “My Songs”.


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