boncompagni

Si è spento a Roma, all’età di 84 anni, Gianni Boncompagni: fu autore televisivo, speaker radiofonico, regista, paroliere e talent scout. E fu il creatore di Non è la Rai.

Una carriera lunga mezzo secolo e tanti programmi entrati nella storia della televisione italiana. Questo e tanto altro è stato Gianni Boncompagni, una colonna portante nel mondo dello spettacolo assieme a Renzo Arbore, tra i primi a ricordarlo con affetto al momento della diffusione della notizia – per mezzo delle sue figlie Claudia, Paola e Barbara – della sua dipartita: “Dopo una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n’è andato papà, uomo dai molti talenti e padre indimenticabile”, recita il comunicato.

Alto gradimento, Bandiera gialla, Pronto, Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba: sono solo alcuni titoli dei varietà portati al successo da quest’uomo nato ad Arezzo nel 1932. Dapprima rivoluziona le reti Rai, in radio e in tv, poi passa all’inizio degli anni Novanta a Mediaset dove idea lo show che le ultime generazioni ricordano con un pizzico di nostalgia: Non è la Rai, condotto da una giovane Ambra Angiolini che oggi non si tira indietro dal ricordare affettuosamente il suo mentore, colui che le ha permesso di lanciarsi anche in un’esperienza discografica durata quattro album.

Già, perché Gianni Boncompagni e la musica hanno sempre viaggiato di pari passo. Numerose e assai note sono le hit da lui firmate nella parte testuale: tra le altre, si ricordano tutti i tormentoni di Raffaella Carrà (A far l’amore comincia tu, Tuca tuca, Tanti auguri) e poi “Ragazzo triste” di Patty Pravo e soprattutto “Il mondo”, successo mondiale portato in auge da Jimmy Fontana nel 1965.

Anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni esprime il suo cordoglio, definendo Boncompagni “un artista che ha rivoluzionato, con garbo e ironia, gli schemi dello spettacolo, della televisione e della radio italiana”.